Impressioni

Pensieri e moto: racconti e narrazioni varie di amici motociclisti...

Tre Net + 1 
sassi e fango
 

E' dura la vita di Sasso, condivide la sua passione solo con Fango. Ma non sempre.

Quando c'è il sole Fango sparisce, si prende una vacanza e lascia Sasso al suo destino. E quel sabato il destino erano otto Gomme, a due per due in fila una dietro l'altra.

Chi mai le avrà inventate quelle strane Gomme tutte a tratti e spezzettate? Uno Sasso si aspetta dalla vita una carezza da una Gomma tutta liscia e morbida e invece che ti capita?

Gomme cattive, dure come sua cugina Pietra, ruvide come le leggi della vita, Gomme che danno schiaffi e scappano strisciando come serpenti. Se almeno ci fosse Fango.

Lui si che sa come prenderle quelle Gomme!! Le abbraccia in ogni dove, sale e risale lungo i loro fianchi sinuosi e calma e rallenta l’ira aggressiva. Tutto cosi diventa più dolce e rotondo per il povero Sasso.

Ma chi me lo fa fare?

Rapido, ogni tanto, questo dubbio guizza tra i meandri dei pensieri concentrati sulla sopravvivenza. La curva si avvicina e devo decidermi. Allargo? Stringo? In piedi o seduto?

Di sicuro è meglio rallentare! Davanti e dietro gli amici, sono solo in sella alla moto che devo domare e allo stesso tempo sono unito ai miei compagni di uscita, il loro fare è il mio fare, consumiamo la stessa fatica, l’identica felicità.

Francesco, a cosi un’aria da bravo ragazzo…. Mi piace. Tira come solo un ventenne può fare, spero proprio che sappia rendere felice una ragazza così come fa cantare la sua Honda 125cc.

Scal detto Ed nella vita parallela, quella che ad alcuni sembra vera e ad altri noiosa, è in piedi sulle pedane, spavaldo trita tutto che con abili manovre raggira ed inganna tutte le buche, tutte le fosse allagate e tra lui e la méta non c’è differenza. Siamo noi il traguardo.

E poi Pablito, indomabile cercatore di felicità, non si cura delle sue paure e tira diritto davanti a se. La sua abilità cresce di curva in curva, di salita in salita, di sasso in sasso. E’ forte vederlo guidare cosi determinato. Nulla sembra arrestarlo se non se stesso.

I metri scorrono veloci, quella curva è sempre più vicina. Accidenti. Che ci fa quel Sasso sulla mia traiettoria??

E’ proprio in una brutta posizione, sembra che sia li apposta per farmi del male! Non può essere lui il mio destino di questo sabato. Neanche un po’ di Fango, bene, cosi potrò farò l’unica cosa che ora, qui, adesso, supererà il destino.

Un salto, oltre il Sasso, oltre i pensieri, dentro la vita.

Un abbraccio

Biros

Settembre 2004

Dopo la gara (TSE)

E’ notte, gli occhi non vogliono saperne di scacciare le immagini del giorno appena passato: polvere, motori, colori, moto e persone.....amici. Il viaggio lungo del ritorno, scaricare la moto, poi finalmente nel letto, quel letto tanto pensato nelle 3 ore del viaggio di ritorno, ora diventa contenitore di ricordi, come se raggiunto il luogo del riposo, improvvisamente, dormire non sia più esigenza impellente, o comunque meno importante del rivivere la giornata trascorsa: il 3° TSE.

Nel letto la mia donna dorme, una spalla nuda oltre il lenzuolo lascia che la luce della notte inventi giochi d’ombra, così i rumori, il sapore della polvere in bocca, tutti i colori degli eroi variopinti del tempo appena trascorso, si diluiscono intorno a quella pelle appena abbronzata, a quel sommesso respirare che sa di casa, di riposo, di lenzuola profumate di bucato; resisto alla tentazione di toccarla, resto immobile come per non rompere la magia: semplicemente gli occhi si lasciano guidare da quel profilo sin dentro il sonno che ristora. Piano piano il sonno ed i pensieri si mescolano in un viaggio tra il sogno ed il racconto .........

"Stanchezza, solo stanchezza, non c’è onore non c’è valore ….l’orgoglio è solo un ricordo lontano. La battaglia è finita, forse è stata vinta, ma ora riesco a pensare solo al peso di questa armatura, alla spada inutile che sbatte sul fianco, il cavallo risale la collina, lentamente consapevole di questa mia assoluta voglia di nulla, di dormire, finalmente senza pericoli, solo abbandono di stanche membra.. Dietro di me corpi disseminati casualmente dalle onde dell’alterna fortuna, in quel tempo immobile che divide le speranze, la voglia di vincere dalle paure, ......in equilibrio, fintanto che la disperata sfiducia si abbatte come sulle tessere di un domino spezzando lo slancio … e si perde .....! Mi allontano e lontano isolati lamenti, piccoli gruppi non paghi ..... Lontano! Ho freddo, il calore della battaglia lentamente è scacciato dal vento della sera che si insinua dentro l’armatura fino a toccare la pelle sudata, fin dentro i pensieri che piano piano riprendono il posto del ferro della furia, dell’istinto. Mi fermo sulla sommità del colle alzo il capo appesantito dall’elmo e respiro, un grande respiro che espelle l’aria le mille grida di tutti i dolori e tutti i trionfi .....stanco .....l’erba è li accogliente, …amica …scivolo lentamente sul fianco del cavallo …finalmente disteso .....riposo: le prime stelle della sera salgono, le vedo.... sorrido… probabilmente si è vinto ... La mia donna, la mia donna mi attraversa la mente ..... guardo il cavallo e l’erba, le stelle: si abbiamo vinto ....., ma ora riposo .....sono stanco ..... solo stanco"

E’ mattina: domenica! Una domenica di gesti lenti ed antichi come da tempo non mi capitava, apro le borse con tutto l’armamentario da fuoristrada e comincio a pulire, a togliere la polvere ed i segni di ieri, di quel giorno epico che mi ha visto immeritevole Pharsifal lasciare il posto di scudiero per affrontare la giostra delle moto: il torneo! Quel miscuglio di emozioni e aspettative, quel manifestarsi e misurarsi che in fondo muove tutti gli animi che inseguono i propri sogni. Così pulisco, ripongo, mi circondo degli oggetti piacevoli coccolandoli, quasi a volerne catturare la forma. E ripenso alla mia gara, a quella con me stesso, quel me stesso che non pensava che dovessi andare, a quella contro la sabbia e le discese ripidissime, i passaggi obbligati e quelli che nella loro gara, si misuravano con gli altri, con il tempo, con la voglia di primeggiare. La loro gara, tanto diversa dalla mia, che chiedeva di essere li e girare, senza cadere, giro dopo giro ..... un giro in più. Poi alzi il braccio, ci sarà la tua squadra per farti riposare, acqua tanta da togliere la polvere che respiri, che mastichi, acqua che lava via stanchezza e pensieri.....

Così esploro le protezioni, gli stivali, pulisco, penso ... piano piano un odore appena pungente si insinua ....un odore di cipolla un soffritto, che sa di cucina, di sughi, di pranzo, che sa di donna! E ripenso alla spalla nella notte ed ai giochi di luci ed ombra, al tempo di questo giorno, alla mia donna che sa di casa di affetto, di sole ......che sa di Domenica!

Scusate ma mi è scappata proprio ... Ed

Settembre 2004

   
   
   

aggiornato 29  Settembre 2004