Dopo la gara (TSE)
E’ notte, gli occhi non vogliono
saperne di scacciare le immagini del giorno appena passato: polvere,
motori, colori, moto e persone.....amici. Il viaggio lungo del ritorno,
scaricare la moto, poi finalmente nel letto, quel letto tanto pensato
nelle 3 ore del viaggio di ritorno, ora diventa contenitore di ricordi,
come se raggiunto il luogo del riposo, improvvisamente, dormire non sia
più esigenza impellente, o comunque meno importante del rivivere la
giornata trascorsa: il 3° TSE.
Nel letto la mia donna dorme, una spalla nuda
oltre il lenzuolo lascia che la luce della notte inventi giochi
d’ombra, così i rumori, il sapore della polvere in bocca, tutti i
colori degli eroi variopinti del tempo appena trascorso, si diluiscono
intorno a quella pelle appena abbronzata, a quel sommesso respirare che
sa di casa, di riposo, di lenzuola profumate di bucato; resisto alla
tentazione di toccarla, resto immobile come per non rompere la magia:
semplicemente gli occhi si lasciano guidare da quel profilo sin dentro
il sonno che ristora. Piano piano il sonno ed i pensieri si mescolano in
un viaggio tra il sogno ed il racconto .........
"Stanchezza, solo stanchezza, non c’è
onore non c’è valore ….l’orgoglio è solo un ricordo lontano. La
battaglia è finita, forse è stata vinta, ma ora riesco a pensare solo
al peso di questa armatura, alla spada inutile che sbatte sul fianco, il
cavallo risale la collina, lentamente consapevole di questa mia assoluta
voglia di nulla, di dormire, finalmente senza pericoli, solo abbandono
di stanche membra.. Dietro di me corpi disseminati casualmente dalle
onde dell’alterna fortuna, in quel tempo immobile che divide le
speranze, la voglia di vincere dalle paure, ......in equilibrio,
fintanto che la disperata sfiducia si abbatte come sulle tessere di un
domino spezzando lo slancio … e si perde .....! Mi allontano e lontano
isolati lamenti, piccoli gruppi non paghi ..... Lontano! Ho freddo, il
calore della battaglia lentamente è scacciato dal vento della sera che
si insinua dentro l’armatura fino a toccare la pelle sudata, fin
dentro i pensieri che piano piano riprendono il posto del ferro della
furia, dell’istinto. Mi fermo sulla sommità del colle alzo il capo
appesantito dall’elmo e respiro, un grande respiro che espelle
l’aria le mille grida di tutti i dolori e tutti i trionfi .....stanco
.....l’erba è li accogliente, …amica …scivolo lentamente sul
fianco del cavallo …finalmente disteso .....riposo: le prime stelle
della sera salgono, le vedo.... sorrido… probabilmente si è vinto ...
La mia donna, la mia donna mi attraversa la mente ..... guardo il
cavallo e l’erba, le stelle: si abbiamo vinto ....., ma ora riposo
.....sono stanco ..... solo stanco"
E’ mattina: domenica! Una domenica di gesti
lenti ed antichi come da tempo non mi capitava, apro le borse con tutto
l’armamentario da fuoristrada e comincio a pulire, a togliere la
polvere ed i segni di ieri, di quel giorno epico che mi ha visto
immeritevole Pharsifal lasciare il posto di scudiero per affrontare la
giostra delle moto: il torneo! Quel miscuglio di emozioni e aspettative,
quel manifestarsi e misurarsi che in fondo muove tutti gli animi che
inseguono i propri sogni. Così pulisco, ripongo, mi circondo degli
oggetti piacevoli coccolandoli, quasi a volerne catturare la forma. E
ripenso alla mia gara, a quella con me stesso, quel me stesso che non
pensava che dovessi andare, a quella contro la sabbia e le discese
ripidissime, i passaggi obbligati e quelli che nella loro gara, si
misuravano con gli altri, con il tempo, con la voglia di primeggiare. La
loro gara, tanto diversa dalla mia, che chiedeva di essere li e girare,
senza cadere, giro dopo giro ..... un giro in più. Poi alzi il braccio,
ci sarà la tua squadra per farti riposare, acqua tanta da togliere la
polvere che respiri, che mastichi, acqua che lava via stanchezza e
pensieri.....
Così esploro le protezioni, gli stivali, pulisco,
penso ... piano piano un odore appena pungente si insinua ....un odore
di cipolla un soffritto, che sa di cucina, di sughi, di pranzo, che sa
di donna! E ripenso alla spalla nella notte ed ai giochi di luci ed
ombra, al tempo di questo giorno, alla mia donna che sa di casa di
affetto, di sole ......che sa di Domenica!
Scusate ma mi è scappata proprio ... Ed
Settembre 2004